venerdì 10 febbraio 2017

LA SECONDA SERATA DEL FESTIVAL DI SANREMO

La seconda faccia di Sanremo
La voce del Cassini sul festival 

Alla seconda serata del Festival di Sanremo la città sembra essersi definitivamente trasformata nella caotica Las Vegas. Riuscendo a destreggiarsi tra la marea di turisti alla disperata ricerca di vips ci si ritrova inevitabilmente circondati da uno sfogo di megalomania repressa, accumulata nel corso dell'anno e che trova la sua occasione di sfogo negli ambitissimi "pass", semplici pezzi di carta apparentemente in grado di trasformare ordinari cittadini in spettatori passivi della metamorfosi di Sanremo nella Cinecittà della canzone. Ma riuscendo ad oltrepassare la trafficatissima Via Matteotti ci si potrebbe ritrovare all'interno del Teatro Ariston, tirato a lucido per l'occasione, per assistere ad uno spettacolo che ormai appare sempre più simile ad una sagra paesana dedicata ai più scontati luoghi comuni italiani. Esempio eclatante è la presenza di Francesco Totti, emblema della cultura sfiorita e imbarazza del panorama calcistico italiano. Del frizzante ambiente degli anni '60 rimangono solo le sedie, forse, e qualche cantante che, finita la manifestazione, ritorna nel suo sfavillante hotel a 5 stelle, unico servizio, assieme ai più rinomati ristoranti, che sembri realmente trarre giovamento da questo evento. E se due anni fa era stata presentata a modello una famiglia con 16 figli al carico, quest'anno ecco arrivare lo stakanovista di turno, perchè di questo ha bisogno l'Italia: lavorare e procreare. Come giustamente fa notare Crozza durante il suo (forse troppo) breve intervento, è a Sanremo che le nascite vengono celebrate col maggior entusiasmo; è dunque questa la risposta di Carlo Conti? Compensare un Festival che riesuma Albano e Ron dagli annali, affiancandoli a proposte forzatamente giovani, come Giulia Luzzi e Raige, presentando un grottesco insieme di nostalgia e modernità. Sorprendono invece le nuove proposte, che con una ventata di novità riescono a far sperare in un Festival più genuino, in grado di mettere in risalto l'avanguardia della canzone italiana. Brillante l'esibizione di Gabbani, che riesce a risvegliare anche i più sedentari con un ritmo da lui stesso definito “suadente”; tra le note di merito anche le performances di Sergio Sylvestre, il gigante buono, Gigi d'Alessio, pioniere del Festival e Chiara, che riesce a commuovere con la sua dolcezza. Ma, in fondo, sono gli ospiti i veri animatori di questo Festival, dal bacio rubato di Robbie Williams a Maria, all' assolo di Keanu Reeves alla chitarra elettrica e lo spumeggiante intervento cabarettistico di Insinna-Brignano-Cirilli.

Ufficio Stampa Liceo G.D. Cassini
Caterina D'Angelo, Zelda Moreno, Veronica Revelli









Photo credit: Corrado Corradi

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